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ultima modifica: Amministratore 22/02/2012

Manfredonia - Monte Sant'Angelo

l'oro verde del gargano

 

Itinerario: Naturalistico
Località toccate: Manfredonia, Monte Sant'Angelo
Tempi di percorrenza:


Da Manfredonia complessivi Km 60.

Da Mattinata complessivi Km 40.



Partendo da MANFREDONIA, direzione Gargano, ci si immette sulla S.S. 89. A destra, dopo pochi chilometri, tra la strada e il mare, appare la vasta area occupata dallo stabilimento petrolchimico Enichem Agricoltura, per circa 160 Ha ed il lungo braccio del modernissimo porto-isola. Dopo circa 6 Km, il primo svincolo per Monte Sant'Angelo. Percorrendo questa deviazione, si entra in una zona caratterizzata dalla presenza di numerose masserie (tipiche costruzioni agricole), tra le quali particolare attenzione merita quella fortificata, con torri angolari e chiesetta rustica, GAMBADORO, edificata tra il '500 e il '600 anche per ospitare i pellegrini che si recavano al Santuario di San Michele. Circa dieci chilometri di tornanti, sede stradale utilizzata per una delle più spettacolari gare automobilistiche di velocità in salita, ci consentono di superare 700 metri di dislivello sino a Monte Sant'Angelo. Un panorama ampio, aperto sulla piana di Manfredonia e sul suo Golfo. Tutt'intorno mirabili terrazzamenti (vere e proprie opere di ingegneria rurale) fatti dai contadini per rendere coltivabile anche quella ripida fiancata del monte. Sul percorso, cave di roccia calcarea, materiale utilizzato per la costruzione di numerosi monumenti garganici. Integrano quel paesaggio grotte naturali utilizzate dai pastori per ricovero. Ritornando all'itinerario principale (Manfredonia-Bivio La Cavola), dopo circa 10 Km da Manfredonia una seconda deviazione ci fa percorrere una strada panoramica quasi sospesa sul mare; alcune piazzole di sosta ci consentono di ammirare uno stupendo panorama che costituisce il motivo dominante costiero garganico: il vasto golfo, oliveti, mandorleti, mare e cielo. Dopo 14 Km, il bivio "La Cavola", raggiungibile da Mattinata dopo circa 6 Km di tornanti che salgono dalla piana. Lì, nei pressi, una stradina conduce a Monte Saraceno, geologicamente composto da un ammasso di nummuliti, riferibili all'eocene. È una zona archeologica eccezionalmente evidenziata da oltre 400 tombe, risalenti al VI e V secolo a. C., alcune dell'VIII sec. La leggenda narra che Ettore Fieramosca, superando qui la rupe a strapiombo sul mare, scelse questo sito per darsi la morte, precipitando da quasi 250 metri. La strada che conduce a Monte Sant'Angelo attraversa un territorio aspro, arcigno, eppure attraente. Raggiungiamo MONTE SANT'ANGELO (796 m.), il centro più alto del Gargano, dopo aver percorso quasi 14 Km dal bivio "La Cavola". MONTE SANT'ANGELO, antico cuore culturale del Gargano, luogo caratteristico per costumi e tradizioni e centro religioso che si è sviluppato attorno al Santuario di San Michele Arcangelo, uno dei più antichi della cristianità (°). Affiancato da un campanile romanico-gotico, il santuario ha portale con porta bronzea ageminata; nell'interno si trovano una mirabile cattedra episcopale di marmo dell'Acceptus (del 1050 circa), e notevoli sculture antiche. Il muro, a destra, si appoggia al ciglio della famosa grotta delle apparizioni, nella quale si trova la bella statua marmorea di San Michele Arcangelo, attribuita al Sansovino. Attigua alla Chiesa di San Pietro vi e la cosiddetta Tomba di Rotari (della fine del sec. XI). Altra chiesa romanica e quella di Santa Maria Maggiore con portale del XII secolo. Notevole il Castello Normanno-Svevo-Aragonese, che presenta imponenti torrioni cilindrici e poligonali. Importanti le chiese di S. Benedetto e di S. Francesco con la tomba della Regina Giovanna I. Una visita merita l'antichissimo rione Junno, con stradicciole tra grotte e casupole (bianche a due piani addossate l'una all'altra) raggruppate a mo' di presepe. Ancora 9 Km di strada, con partenza dal "belvedere" di Monte Sant'Angelo, ci conducono ai resti dell'antica Abbazia benedettina di Santa Maria di Pulsano (XVI secolo), in uno dei valloni che solcano l'erta e nuda scarpata di faglia del secondo gradino garganico che abbraccia il Golfo di Manfredonia.

 

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